Coerenza = Paul Simonon
by fabio bonfante
C’è un band che amo più di tutte nel panorama musicale della mia vita, tutti lo sanno, sono i CLASH.
Il motivo per cui adoro questo manipolo di delinquenti, è che sono stati veri, dall’inizio alla fine. Scrivevano canzoni sulle loro esperienze di ventenni in una Londra divisa tra bianchi e neri, tra coloni e colonizzati, senza sfronzoli, dirette come pietre in faccia.
E’ di questi giorni la notizia, che Paul Simonon, bassista 55enne, è stato arrestato e s’è fatto due settimane di carcere in Groenlandia, insieme ad altri attivisti di Green Peace, per aver assaltato una piattaforma petrolifera. Si era imbarcato in incognito sulla Rainbow Warrior III come aiuto cuoco. Dalle testimonianze, molti attivisti che non sapevano chi fosse, hanno detto che a bordo della nave si è fatto un mazzo tanto, e non ha mai fatto nulla per rivelare chi fosse in realtà.
Addirittura in carcere, dove il cibo faceva schifo, lui si è offerto di cucinare, cosa poi consentita dalle guardie, e sembra che cucini un ottimo cibo vegetariano.
Sembra anche che abbia fatto una jam session con altri attivisti, che ignari, qualcuno gli abbia pure detto che era molto bravo, e che avrebbe fatto bene a provare a fare qualcosa come bassista una volta tornato in libertà.
Ora a parte battute o cose che possano sembrare leggende metropolitane, la cosa fondamentale, che di tutto questo nessuno sapeva nulla finché non è stato detto dal diretto interessato molti mesi dopo.
La prima cosa che mi viene in mente è la coerenza con cui questa persona vive. Una volta smesso di essere il bassista dei Clash, ha fondato gli Havana 3AM, ma non è andata bene, allora è tornato al suo primo amore, la pittura, e con essa ha avuto un buon riscontro dalle gallerie di mezzo mondo. Ha sempre fatto una vita lontana dai riflettori, dai clamori, e addirittura ha detto di no ad un sms di joe strummer qualche giorno prima della sua prematura morte, che gli chiedeva di tornare a suonare insieme per la rock hall of fame, dove erano invitati qualche mese dopo. La sua risposta fu ancora no, semplicemente perché non gli sembrava giusto suonare davanti a persone che pagano fino a 7000 dollari per un tavolo, “non era roba da clash” pensava.
Poi un giorno decide che deve salire su una piattaforma in mezzo all’oceano perché, fervido ambientalista, non vuole che si inquini questo mondo. Lo so sembra un romanzo, ma quando la gente come lui, cresce con degli ideali, non li tradisce mai.
E questo a chi come me ha imparato più dalle parole delle loro canzoni che dai libri di scuola, questo basta e avanza, per continuare a dire che come loro nessun altro.
di seguito l’unica canzone scritta interamente da Paul Simonon nel periodo Clash.
guarda caso parla di rivolta, di soprusi, ma anche di reazioni, di lotta per ciò in cui credi, o anche solo per la sopravvivenza.
the Guns Of Brixton
Quando prenderanno a calci la porta di casa
Come pensi di venire a rispondere?
Con le mani sulla testa?
O sul grilletto del fucile?
Quando la lotta diventa dura
Come pensi di reagire?
Abbattuto sul selciato
o rinchiuso nel braccio della morte?
Ci potete schiacciare
Ci potete massacrare
Ma dovrete rispondere
ai fucili di Brixton
Il denaro vi fa sentire bene
E la tua vita ti piace così
Ma sicuramente il vostro tempo verrà
Come in cielo, o in un inferno
Ci si sente come Ivan
Nato sotto il sole di Brixton
Il suo gioco si chiama sopravvivere
Alla fine il più duro vincerà.
Sai che significa nessuna pietà?
Lo hanno sorpreso con una pistola
Non c’è bisogno di pregare la vergine Maria Nera
per dire addio al sole di Brixton
Ci potete schiacciare
Ci potete massacrare
Ma dovrete rispondere
ai fucili di Brixton
Quando prenderanno a calci la porta di casa
Come pensi di venire a rispondere?
Con le mani sulla testa?
O sul grilletto del fucile?
Quando la lotta diventa dura
Come pensi di reagire?
Abbattuto sul selciato
o rinchiuso nel braccio della morte?
Ci potete schiacciare
Ci potete massacrare
Ma dovrete rispondere
ai fucili di Brixton
Ci potete schiacciare
Ci potete massacrare
Sì, potete anche ammazzarci
Ma oh, le pistole di Brixton
Abbattuto sul selciato
In attesa nel braccio della morte
Il suo gioco si chiama sopravvivere
Come in cielo, come all’inferno
Ci potete schiacciare
Ci potete massacrare
Ma dovrete rispondere
ai fucili di Brixton
(Text & Music: Paul Simonon)
Bellissimo l’aneddoto su Simonon in carcere! Concordo con il fatto che i Clash siano sempre stati veri, nonché gli unici a descrivere veramente la Londra che vivevano (—> http://storieperse.net/2011/11/18/london-calling/)…
Musicalmente poi, ho sempre apprezzato le loro sperimentazioni di generi particolari e diversi tra loro…
Bel post!
avevo già sentito la notizia. Non posso che confermare la stima che nutro nei confronti dei componenti del gruppo.
Chi non c’è più e chi è rimasto.
Artisti (e uomini) di questa pasta non ce ne sono quasi più.
Tanto di cappello a Paul.
Bel post.